30 Dicembre 2025 0 Comments

Il Priorato e Convento di San Domenico, situato in adiacenza alla Chiesa di San Domenico e della Beata Vergine a Rabat, Malta, rappresenta un sito di rilevante valore storico, religioso e culturale che rimane tuttavia relativamente poco riconosciuto nel turismo mainstream.

Fondato dall’Ordine Domenicano, ordine monastico cattolico istituito agli inizi del XIII secolo da San Domenico e approvato dall’autorità papale, la presenza dei Domenicani a Malta risale circa al 1450, quando i frati provenienti dalla Sicilia si insediarono nei pressi di una grotta tradizionalmente associata a un’apparizione della Vergine Maria. Con il sostegno finanziario delle autorità maltesi, di benefattori privati e del Re di Spagna, la costruzione del priorato ebbe inizio nel 1457, seguita dalla posa delle fondamenta della Chiesa di Nostra Signora della Grotta nel 1466. Sebbene il complesso fosse completato all’inizio del XVI secolo, esso subì successivamente gravi danni durante l’occupazione ottomana, quando venne trasformato in una postazione fortificata contro Mdina. La successiva ricostruzione, avviata nel 1630, conferì al convento l’attuale configurazione, caratterizzata da elementi di fortificazione medievale, un ampio cortile con giardini e fontane, un colonnato ad archi e meridiane storiche, tra cui una risalente al 1717.

Negli ultimi decenni, il Convento di San Domenico ha acquisito una rinnovata attenzione internazionale come importante meta di pellegrinaggio a seguito di un evento miracoloso associato a una statua marmorea della Vergine Maria, che avrebbe versato lacrime di sangue a partire dal 1999. Dopo anni di esami scientifici e dibattiti teologici e in seguito al riconoscimento del fenomeno da parte del Vaticano, la statua è stata collocata dietro un vetro protettivo e resa accessibile al pubblico all’interno della Chiesa di Nostra Signora della Grotta, tuttora liberamente visitabile. Tale evento ha contribuito a ridefinire in modo significativo la rilevanza religiosa e sociale del sito, attirando pellegrini da tutto il mondo e rafforzando il ruolo di Rabat come luogo di pratica devozionale contemporanea profondamente intrecciata con le sue radici storiche.

Accanto alla sua importanza religiosa, l’area circostante il Convento di San Domenico è oggi al centro di un processo innovativo di rigenerazione urbana orientata alla sostenibilità attraverso il progetto GiFluid, finanziato nell’ambito del programma Interreg Italia–Malta. Con uno stanziamento di circa un milione di euro a favore del Consiglio Locale di Rabat, il progetto è attuato mediante una partnership transnazionale che coinvolge la Water and Energy Agency, l’Università di Catania, il Consiglio Regionale della Sicilia e il Comune di Aci Castello. L’iniziativa mira a migliorare l’efficienza nell’uso delle risorse idriche, rafforzare le infrastrutture locali e mitigare il rischio di alluvioni attraverso soluzioni basate sulla natura e infrastrutture verdi urbane. Gli interventi previsti comprendono la trasformazione di St. Dominic’s Square in uno spazio ricreativo multifunzionale, la realizzazione di bacini per la raccolta delle acque piovane e lo sviluppo di un giardino pensile presso il Centro Nazionale per la Conservazione dell’Acqua, che già opera come polo educativo per la sensibilizzazione sull’importanza dell’acqua. Inquadrato come modello pilota per la gestione integrata delle risorse idriche e l’analisi del rischio idraulico, il progetto GiFluid riflette strategie più ampie a livello nazionale e regionale in materia di sviluppo sostenibile, cooperazione istituzionale e coinvolgimento delle giovani generazioni, posizionando Rabat come laboratorio di pratiche urbane resilienti dal punto di vista ambientale e inclusive sotto il profilo sociale.

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