24 Ottobre 2025 0 Comments

Il 24 ottobre 2025 si è tenuto presso Sicilia Fiere il convegno “Rigenerazione urbana: Catania città spugna. Da ipotesi progettuale a possibile realtà”, organizzato nell’ambito del Garden Day, la fiera dedicata al giardinaggio e al florovivaismo. L’iniziativa, promossa da ANCE Catania in collaborazione con la Regione Siciliana, i Comuni di Catania e Misterbianco, Confcommercio, Mamu Eventi, Expo Mediterraneo, IFerr, e con il contributo di CSEI Catania e del Di3A dell’Università di Catania, è stata un’occasione di confronto tra istituzioni, progettisti, accademici e professionisti del verde. La giornata ha invitato a ripensare la città come un organismo vivo e resiliente, capace di assorbire, trattenere e riutilizzare le risorse naturali, promuovendo una Catania più sostenibile, permeabile e inclusiva. È stata ribadita l’urgenza di superare la logica della riparazione dei danni ambientali, puntando invece su strategie preventive e rigenerative.

Salvatore Messina, vicepresidente di ANCE Catania, ha aperto e moderato l’incontro sottolineando la volontà di superare l’immagine dell’edilizia come mero cementificatore, puntando invece su una visione sostenibile della città. Tra gli obiettivi principali, ha indicato la trasformazione di Catania in una “città spugna”, capace di assorbire, filtrare e riutilizzare l’acqua piovana, creando un nuovo equilibrio tra ambiente e urbanizzazione Messina ha anche evidenziato il ruolo dei parchi urbani come centri di inclusione e innovazione, frutto della collaborazione tra istituzioni, cittadini e privati.

L’obiettivo generale è rifondare un patto con l’ambiente, promuovendo la creazione di “spine verdi” che occupino almeno la stessa superficie delle aree pavimentate, per una città più vivibile, economica e attenta alla qualità della vita. A questo proposito, l’ingegnere Augusto Ortoleva ha ribadito la necessità di unire crescita urbana e tutela ambientale attraverso una progettazione sostenibile.

Una riflessione che si associa a quella del professore Giuseppe Cirelli, del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente (Di3A) dell’Università di Catania, che ha portato i saluti del direttore, professor Mario D’Amico: «Il 75% della popolazione europea vive in aree urbane, e questo impone un cambio di paradigma: dobbiamo essere resilienti e operare in ottica green».». Un risultato che richiede una progettazione capace di contrastare l’impermeabilizzazione del suolo, anche attraverso i Sistemi di drenaggio urbano sostenibile (SuDS).

«Una buona idraulica – afferma Cirelli – si può realizzare anche adottando soluzioni tecniche che prevedano la presenza della natura, rendendo gli spazi urbani più vivibili e sostenibili».

Negli ultimi anni, l’Unione Europea ha intensificato il lavoro su questi temi, poiché soprattutto nell’ultimo decennio la frequenza e l’intensità degli eventi piovosi sono aumentate, mentre le infrastrutture esistenti non riescono più a gestire i volumi d’acqua sempre più elevati. «A Valencia, a Rotterdam e in molte altre città europee – spiega Cirelli – si osservano criticità legate all’aumentare degli eventi estremi di pioggia oltre alla scarsa manutenzione. Ma dobbiamo cominciare a intervenire: qui abbiamo un problema con l’eccessiva artificializzazione e la progressiva sigillatura del suolo. Negli ultimi vent’anni, l’estensione delle aree urbanizzate è aumentata del 20%. Per ovviare a questo problema, in diversi Paesi si sta sperimentando il depaving, ossia la rimozione delle superfici impermeabili e la loro sostituzione con spazi verdi».

Un esempio concreto arriva dal progetto GIFLUID, che ha realizzato un tetto verde sull’edificio del dipartimento del Di3A. Tale struttura è in grado di assorbire fino al 40% dell’acqua piovana e di abbassare le temperature, migliorando la qualità ambientale e la biodiversità. «Un effetto altrettanto rilevante – aggiunge Cirelli –è l’effetto energetico: durante il periodo estivo abbiamo misurato fino 60 °C sulla copertura della terrazza, mentre a 20 cm sotto il terriccio la temperatura scende fino a 21-22°C».

Un altro esempio particolarmente innovativo per la città di Catania è il “giardino della pioggia” (raingarden), che verrà realizzato a breve al Tondo Gioeni di Catania, in collaborazione con il Comune di Catania e IRIDRA di Firenze, come demosite 4.1 del progetto CARDIMED – Climate Adaptation and Resilience Demonstrated in the Mediterranean Region, finanziato dal programma Horizon 2020 (www.cardimed-project.eu). Un’opera che non rappresenta solo un’infrastruttura verde, ma un simbolo di resilienza e di armonia ritrovata tra città, ambiente e comunità. Il progetto mira a rafforzare la resilienza ecologica e sociale del territorio catanese attraverso strategie integrate di adattamento climatico, valorizzazione del capitale naturale e gestione sostenibile delle acque piovane. Le piante, infatti, funzionano da filtro depurativo, con la capacità di assorbire metalli e altre sostanze, contribuendo allo tempo alla mitigazione del rischio idraulico urbano e delle “isole di calore”.

Un altro esempio particolarmente innovativo per la città di Catania è il “giardino della pioggia” (raingarden), che verrà realizzato a breve al Tondo Gioeni di Catania, in collaborazione con il Comune di Catania e IRIDRA di Firenze, come demosite 4.1 del progetto CARDIMED – Climate Adaptation and Resilience Demonstrated in the Mediterranean Region, finanziato dal programma Horizon 2020 (www.cardimed-project.eu). Un’opera che non rappresenta solo un’infrastruttura verde, ma un simbolo di resilienza e di armonia ritrovata tra città, ambiente e comunità. Il progetto mira a rafforzare la resilienza ecologica e sociale del territorio catanese attraverso strategie integrate di adattamento climatico, valorizzazione del capitale naturale e gestione sostenibile delle acque piovane. Le piante, infatti, funzionano da filtro depurativo, con la capacità di assorbire metalli e altre sostanze, contribuendo allo tempo alla mitigazione del rischio idraulico urbano e delle “isole di calore”.

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